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Questo è quanto ha appurato la polizia di Forlì-Cesena, che si è attivata dopo la denuncia. Nel suo studio, mamma Ebe giudicava dannose le cure scientifiche, il caso di infertilità sarebbe stato guaribile in cinque sedute, nelle quali spalmava alla sua cliente una pomata arancione che causava una forte irritazione alla pelle. Mamma Ebe attualmente si trovava nella sua casa di San Ermete di Sant'Arcangelo agli arresti domiciliari.

Mamma Ebe era tornata libera dopo che, l'anno scorso, la Cassazione aveva confermato, rendendola definitiva, la condanna a sei anni di reclusione inflitta nel dicembre 2013 dalla corte d'Appello fiorentina.

La santona 84enne è stata quindi denunciata per esercizio abusivo della professione medica, denunciato anche l'ex marito della donna per maltrattamenti.

La Squadra Mobile della Polizia di Forlì nei mesi scorsi ha attivato un'indagine coordinata dal sostituto procuratore Lucia Sprito nei confronti della nota "santona" 83enne Ebe Giorgini, nota come Mamma Ebe, responsabile di aver esercitato abusivamente la professione medica su una giovane donna forlivese che, costretta dal marito, si sottoponeva all'applicazione sul proprio ventre di una pomata definita "miracolosa" perché in grado di renderla più fertile. Le prime promesse di guarigioni "miracolose" della donna, all'anagrafe Gigliola Ebe Giorgini, soprannominata la santona di Carpineta, in passato "fondatrice" dell'Ordine di Gesù Misericordioso (mai riconosciuto), risalgono agli anni 80: un 'attività, nonostante accuse, arresti e tribunali, che è continuata ad andare avanti sino ad oggi, con incontri su appuntamento.

La donna pur di non vedere sgretolare il proprio matrimonio, appena celebrato, annullava tutte le pratiche mediche che l'avevano portata a rivolgersi a delle strutture ospedaliere per procedere alla fecondazione assistita ed in ultimo anche a pratiche adottive che avevano iniziato. L'uomo avrebbe anche cercato di convincere la moglie - su indicazione di Mamma Ebe - a rinunciare alla fecondazione assistita. Alla fine però avrebbe deciso di separarsi dal marito. La località era meta di una processione continua di persone malate o sofferenti che si affidavano alle sue presunte capacità taumaturgiche della donna. Lo fa incamerando una nuova denuncia per esercizio abusivo della professione medica. Le indagini della Polizia, che hanno portato alla nuova denuncia, hanno anche accertato che la pomata applicata - un farmaco indicato nei casi di distorsioni e lombaggini per alleviare dolori - se somministrata per usi non consentiti e in sovradosaggio, avrebbe comportato dei gravi rischi e anche disturbi neurologici, come convulsioni, in neonati e bambini.


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