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Per la medicina è incurabile, ma i suoi genitori, Connie Yates e Chris Gard, vogliono che continui a vivere.

"Grazie alla Corte europea dei diritti dell'uomo per aver impedito, per ora, che i giudici inglesi staccassero le macchine che tengono in vita il piccolo Charlie, dieci mesi, affetto da una rara malattia genetica" commenta su Facebook Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia. "Alla luce delle circostanze eccezionali, la Corte ha già accordato la priorità al caso e procederà a valutare il ricorso con la massima urgenza", afferma in un comunicato stampa la stessa Corte invitando i medici in attesa della decisione a fare il possibile perchè al bimbo siano alleviate le sofferenze. Infatti erano convinti che il tribunale britannico avrebbe concesso una chance al piccolo, soprattutto dopo che il giudice Francis aveva fatto visita a Charlie per accertarsi delle sue reali condizioni. Francis aveva reso onore alla "campagna coraggiosa e dignitosa" di Connie e Chris, alla "dedizione assoluta verso il loro meraviglioso bambino, fin dal giorno in cui è nato". Il padre e la madre volevano provare a sottoporlo a un trattamento sperimentale negli Stati Uniti e hanno lanciato una raccolta fondi per sostenere le spese, arrivando a raccogliere, ad aprile, 1,25 milioni di sterline da oltre 80mila donatori.

Il 13 giugno scorso la Corte di Strasburgo, dopo aver ordinato temporaneamente e per la seconda volta a Londra di mantenere in vita Charlie Gard, aveva stabilito che i genitori del neonato avevano fino alla mezzanotte del 19 giugno per presentare il ricorso contro la decisione delle autorità del Regno Unito di sospendere la ventilazione artificiale del neonato.

"Contro il cinismo delle spending review sulla vita umana, l'infamia di grigi burocrati che pensano di poter decretare la morte dei nostri figli, una società tutta sottosopra nella quale un'occasione si dà anche al pedofilo ma non al bambino malato, io sto con Charlie".


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