L'alto dirigente nel corso dell'interrogatorio, reso venerdì scorso ai magistrati romani, avrebbe cambiato la versione dei fatti, fornita inizialmente in qualità di testimone. La notizia dell'iscrizione sul registro degli indagati di Ferrara si è diffusa nel pomeriggio da ambienti parlamentari.

Intanto sulla vicenda Consip si apre lo scontro politico.

Salta l'ad Luigi Marroni, uno dei protagonisti dell'inchiesta sulla centrale acquisti della Pubblica Amministrazione e "accusatore" del ministro Lotti sulla rivelazione del segreto d'ufficio.

Si sono dimessi i consiglieri del Tesoro nel consiglio di amministrazione della Consip, la società al centro dell'inchiesta che coinvolge tra gli altri il ministro per lo Sport Lotti e il padre di Renzi: il presidente Luigi Ferrara e la consigliera Marialaura Ferrigno. La scelta dei Democratici è stata letta come un tentativo di "salvare" proprio il ministro Lotti scaricando invece l'ad Marroni. Lo spiega il primo firmatario della mozione Andrea Augello (Idea). Anche Ferrara, a quanto pare, gli avrebbe detto che erano entrambi intercettati.

Roma, 18 giu. (askanews) - False informazioni al pm.

L'ufficializzazione delle dimissioni arriva dopo che, ieri, Ferrara è stato ascoltato dalla Procura di Roma sul caso legato alla società. Lotti, uomo di fiducia di Renzi, ha sempre respinto tutte le accuse e resta indagato assieme al generale dei carabinieri, Emanuele Saltalamacchia. "Se ha sollevato dubbi su appalti, politica e sinistra deve poterlo dire e noi non accetteremo che venga silenziato", ha dichiarato Matteo Salvini a "L'intervista" di Maria Latella: "Non vorrei che si azzerasse tutto perché c'è qualcuno che vuole parlare". Sarà proprio Marroni a convocare entro otto giorni l'assemblea per la nomina dei nuovi vertici. Del resto Padoan ha respinto già due volte quelle di Marroni. Non è possibile prendersela solo con Marroni, un vaso di coccio tra vasi di ferro.


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