Sul salvataggio delle banche Vita ha ribadito che "se c'è una soluzione di sistema noi siamo disponibili a partecipare, faremo il nostro dovere ma proprio per un senso di solidarietà al Paese".

Sono 9 miliardi i crediti in sofferenza dai libri di Vicenza e Veneto che 'resteranno' allo Stato e questo fronte "si cerca una formula che possa ottenere il via libera Ue senza configurare l'aiuto di Stato".

"Sono un po' più ottimista di quanto non fossi 15 giorni fa". Lo ha chiarito sempre Giuseppe Vita.

"Oggi come oggi siamo ancora alla ricerca di una soluzione di sistema", ha detto. Inoltre il presidente di Unicredit ha aggiunto che con il Mef "ci sono colloqui costanti e continui". Venendo meno l'apporto dato dal fondo Atlante, che già a fine maggio aveva negato la sua partecipazione all'azione di salvataggio dei due istituti del nord est, adesso la paura è che, in caso di problemi dall'Unione sull'intervento da parte governativa, arrivi l'obbligo di un burder sharing, cioè la condivisione dei costi per la ricapitalizzazione precauzionale divisa tra azionisti e creditori non privilegiati. "Se poi altri trovano soluzioni migliori ben venga", ha detto.

Maggiore preoccupazione viene espressa da Giuseppe Vegas, presidente della Consob, secondo cui in Italia "non sono note le condizioni di redditività prospettica delle banche in crisi" e quindi per gli istituti attualmente in difficoltà (banche venete, Mps e Carige) "un intervento diretto da parte di altri intermediari potrebbe non rispondere a logiche di sostenibilità nel lungo periodo".


COMMENTI