La speranza è quella di uno "sconto" sulle richieste europee e, nel frattempo, si cercano altre fonti di approvviggionamento come la vendita della la Banca Intermobiliare controllata da Veneto Banca (BIM), quella delle partecipazioni di Veneto Banca su alcuni istituti dell'est europeo e della quota di entrambi gli istituti nella sgr Arca (il 19,99 per cento a testa), vendita che Rothschild sta curando. Sul salvataggio delle banche Vita ha ribadito che "se c'è una soluzione di sistema noi siamo disponibili a partecipare, faremo il nostro dovere ma proprio per un senso di solidarietà al Paese". Lo ha chiarito sempre Giuseppe Vita.

Il salvataggio delle banche venete passa dall'intervento pubblico: lo schema allo studio di Via XX Settembre prevede una 'bad bank' del governo che consentirà di 'ripulire' i bilanci dei due istituti. "Siamo disposti a partecipare a una soluzione di sistema proporzionale che coinvolga la grandissima parte delle banche italiane". In una nota Bruxelles aggiunge che sono stati fatti "buoni progressi" per trovare una soluzione "in linea con le regole Ue" alla crisi delle due banche venete.

Inoltre non bisogna dimenticare gli impedimenti di natura tecnica: "Atlante non ha in cassa che meno di 50 milioni e lo stesso può essere detto di Atlante2, focalizzato solo sugli investimenti nelle sofferenze e che ha già impegnato 450 milioni per la tranche junior delle cartolarizzazioni deliberate" dai due cda mentre i 400 milioni restanti sono un capitale troppo piccolo per salvare gli istituti. L'Unicredit ha quindi detto di essere disposta a partecupare solo in una "soluzione di sistema" e che "se poi altri trovano delle soluzioni migliori, ben vengano".

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano.


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