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La stessa normativa che ha azzerato gli obbligazionisti subordinati di Banca Etruria & co in seguito alla valutazione delle sofferenze del 17%. "Non ci aspettiamo che altre banche abbiano bisogno di aiuti di Stato". Per Popolare di Vicenza si tratta di Maria Elisabetta Contino, Francesco De Santis e Raffaele Lener mentre per Veneto Banca sono Franco Benassi, Giuseppe Vidau e Andrea Guaccero. Bankitalia scende in campo per difendere l'intero schema che ha portato alla liquidazione di Veneto Banca e Bpvi e alla cessione dei loro asset 'buoni' a Intesa SanPaolo.

Palazzo Koch ha anche nominato i commissari liquidatori delle due banche.

Ma non è chiaro se tali chiusure e uscite si sommeranno a quelle che Messina stava iniziando a stimare in vista della definizione del nuovo piano industriale, la cui presentazione è attesa per gli inizi del prossimo anno, e che secondo alcune indiscrezioni avrebbe potuto vedere circa 400 chiusure nel Nord Est rispetto ad un migliaio di chiusure complessive, destinate a snellire di un terzo la rete fisica di Intesa Sanpaolo, in parallelo allo sviluppo della banca diretta di Questio.

Dunque in Italia una soluzione interna (e apparentemente poco dolorosa) non era possibile.In ogni caso, l'operazione spagnola insegna che nella situazione attuale non si può mai dire di avere messo in sicurezza una banca: nonostante i livelli di capitalizzazione apparissero accettabili, il panico si andava diffondendo fra i clienti e solo negli ultimi frenetici giorni il Banco Popular ha bruciato qualcosa come 3,6 miliardi di liquidità forniti dalla Bce. Per le due banche venete sono stati nominati anche i componenti dei rispettivi comitati di sorveglianza. Fuori dal paniere principale, sugli scudi Banca Intermobiliare (+13,77%), controllata di Veneto Banca non acquisita da Intesa e che ora i commissari dovranno valorizzare.

Qualcuno ha spesso giustificato la crisi del sistema bancario italiano, o almeno di una parte, affermando che anche negli Stati Uniti sono fallite le banche. Così il governo ha potuto agire in autonomia, e ha deciso di intervenire con i soldi dei contribuenti, memore delle proteste seguite nel 2015 ai salvataggi delle quattro banche popolari dissestate. Risulta difficile quindi capire perché l'operazione possa essere considerata un vulnus alle nuove regole europee o, peggio ancora, l'estremo tentativo dell'Italia di usare le casse pubbliche per risolvere i propri guai.


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