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Il verdetto è stato emesso dal giudice Luca Fadda del tribunale di Ivrea l'11 aprile che ha condannato l'Inail a corrispondere una rendita vitalizia da malattia professionale al dipendente di circa 500 euro al mese per tutta la vita della vittima a cui Il consulente tecnico d'uffici ha riconosciuto un danno biologico permanente del 23%.

"È una sentenza straordinariamente importante - commenta l'avvocato Bertone - perché il fatto che si riconosca la causa oncogena insita nei campi elettromagnetici generati dai cellulari è il segno del continuo avanzamento delle conoscenze scientifiche".

Il protagonista della vicenda, Roberto Romeo, è un lavoratore di 57 anni dipendente di Telecom Italia che per lavoro ha utilizzato per 15 anni il cellulare senza protezioni per 3-4 ore al giorno. "Ero obbligato ad utilizzare sempre il cellulare per parlare con i collaboratori e per organizzare il lavoro - racconta l'uomo -". I ricercatori hanno anche provato a testare le ipotesi dei lavori pubblicati secondo cui avremmo dovuto assistere a un aumento dei casi di tumore tra gli utilizzatori più assidui, invece il numero di nuovi casi che si sono verificati è stato molto inferiore rispetto a quelli attesi. Con il passare del tempo Roberto Romero ha iniziato a provare dei fastidi all'orecchio, una sorta di sensazione di orecchie tappate. E nel 2010 mi è stato diagnosticato il tumore. Dopo aver accusato disturbi progressivi all'uomo è stato diagnosticato un tumore e gli è stato asportato il nervo acustico con la perdita totale dell'udito dell'orecchio destro. E in India è addirittura vietato l'uso dei cellulari ai ragazzini sotto i 16 anni e la vendita a bimbi e donne incinte.

Già nel 2011, la Iarc aveva catalogato le radiazioni emessa dai cellulari come agente possibile cancerogeno. La classificazione dell'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, infatti, include i campi magnetici dei cellulari tra gli elementi possibilmente cancerogeni, e non sicuramente tali.

"Al momento nessuno studio suggerisce una evidenza consistente di eventi avversi per la salute dall'esposizione" alle onde dei telefonini, ricorda infine l'Oms, concludendo anche che gli studi sugli animali non hanno mostrato un "aumento di rischio di tumori dall'esposizione a lungo termine". Come non caricarlo vicino al letto, non fare telefonate troppo lunghe, utilizzare l'auricolare o il viva voce, non usare i telefonini negli ospedali e non lasciarli ai bambini.


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