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Dall'inizio dell'anno sono stati superati i mille casi di morbillo in Italia. Nel dettaglio, nel 33% dei casi si è avuta almeno una complicanza, nel 41% un ricovero e nel 14% un accesso al pronto soccorso.

La Regione Piemonte ha posto particolare attenzione al diffondersi del morbillo dopo che si sono registrati 27 casi di contagio in ospedale, 23 dei quali a carico di operatori sanitari. Il morbillo ha colpito soprattutto nella fascia d'età dai 15 ai 39 anni e sono saliti a 113 i contagiati tra medici e infermieri. Adottando il piano d'azione europeo sul vaccino 2015-2020 per eliminare il morbillo e la rosolia si sono avuti progressi confermati a fine 2016: - 37 dei 53 paesi hanno interrotto la trasmissione endemica del morbillo; - di questi, 24 hanno mantenuto l'immunità ininterrottamente per più di 36 mesi e quindi hanno eliminato la malattia; - 14 paesi rimangono endemici; - 2 paesi non hanno presentato gli aggiornamenti di stato annuali. Crollano le vaccinazioni anche se la malattia è molto contagiosa e può avere gravi complicanze come encefaliti, polmoniti, sepsi e in alcuni casi effetti letali.

Linea condivisa dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che lo scorso 23 marzo, a margine del XXVI Congresso dell'Associazione medici cattolici (Amci) ad Ascoli Piceno, ha assicurato che il ministero attiverà ogni procedura per garantire la piena realizzazione degli obiettivi del Piano nazionale vaccini, ma si è anche detta "favorevole alla decisione di molte Regioni che stanno rendendo obbligatoria la vaccinazione per accedere alla scuola materno infantile"; scelta che "consente a tutti i bambini di accedere ai plessi scolastici in sicurezza".

Il bollettino dell'Iss ha censito esattamente 1010 casi fino al 26 marzo.

Ne abbiamo già parlato (vedi articolo), non solo in Italia e in Romania dove si è registrato il maggior numero di casi, ma il rischio epidemia sta divenendo reale in tutta Europa, come avverte l'Oms.

Francia, Germania, Italia, Romania, Polonia, Svizzera e Ucraina sono stati i più colpiti, con 474 dei 559 casi segnalati per gennaio. Questa è la soglia che l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ritiene opportuna per evitare il formarsi di epidemie.

L'andamento delle infezioni segue regole ferree: se si abbassa il numero dei vaccinati, si alza la probabilità che tornino le malattie debellate. Si tratta di dati francamente preoccupanti che sono frutto di un'inspiegabile sfiducia che spesso nasce, cresce e si diffonde sul web o sui social network.


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