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Non c'è pace per l'ex re dei paparazzi, Fabrizio Corona accusato di intestazione fittizia di beni, frode fiscale e violazione delle norme patrimoniali sulle misure di prevenzione, al centro dell'indagine sui 2,6 milioni di Euro in contanti trovati nel controsoffitto di casa della sua collaboratrice, Francesca Persi. La cantante de Le Donatella ha confermato la versione di Corona, che ha sempre parlato di quel denaro come frutto del suo lavoro, specie come ospite a serate mondane.

"Tornava a casa con buste dicontanti, da 5, 10, 20, 25 mila euro, le teneva nei giacconi inun ripostiglio vicino alla camera da letto e poi le portava inufficio, erano i soldi delle sue serate e del suo lavoro e io mifacevo i fatti miei".

I due si sono conosciuti nel 2015. "Io e mia sorella eravamo in copertina, Fabrizio si occupava della direzione artistica". Così Silvia Provvedi, del duo musicale 'leDonatelle' e fidanzata di Fabrizio Corona, testimoniando nelprocesso a carico dell'ex fotografo, ha raccontato ai giudiciche Corona, così come sostenuto dalla difesa, guadagnava dalle'ospitate' nei locali e dalla sua attività di testimonialcentinaia di migliaia di euro 'in nero'. Io ero a conoscenza di tutto il suo lavoro e vi posso raccontare la sua giornata tipo. "Questo creava anche un appesantimento nella coppia". "Mi ha detto - ha proseguito - che ha subito anche un tentativo di estorsione da lui, Sculli voleva 50 mila euro e mi sono un po' preoccupata, non era una cosa normale". I poliziotti mi notificarono l'avviso per la convocazione in casa e Fabrizio si arrabbiò con loro: non capiva perché volessero chiamarmi. Mi ha detto di stare tranquilla perché non era nulla di preoccupante. "Nei tre mesi prima dell'arresto Corona era preoccupatissimo". Provvedi si e' soffermata anche sula bomba carta esplosa davanti all'abitazione di Corona: "La polizia ci mise molto ad arrivare, una quarantina di minuti. Io ero tranquilla, Izzo invece era molto agitato, ma non ero compito mio calmarlo". "Dopo l'attentato Fabrizio è stato sentito in Questura, è uscito arrabbiato, si è sentito trattato non come parte lesa dall'esplosione, ma come se la bomba l'avesse messa lui", ha raccontato Provvedi. Il giorno dell'interrogario, il poliziotto Izzo mi fece delle strane domande sul patrimonio di Fabrizio, che non c'entravano niente con la bomba.


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