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CasaPound e Lealtà Azione hanno già annunciato che ci sarà, come ogni anno dal 2013. "La Comunità Ebraica di Roma assieme all'Unione delle Comunità ebraiche italiane si riunirà in via Balbo, di fronte all'allora sede della Brigata Ebraica, per tornare a celebrare la liberazione d'Italia dal nazifascismo da parte delle forze partigiane e dei Paesi Alleati". "L'Anpi - ha detto la presidente della comunità ebraica di Roma Ruth Dureghello - è fuori dalla storia e non rappresenta più i veri partigiani". Si tratta di cortei, fiaccolate, deposizioni di corone d'alloro, convegni, mostre e rassegne musicali in programma anche prima e dopo il 25 aprile, che si propongono di ribadire l'impegno antinazista e antifascista della città, medaglia d'oro alla Resistenza.

"Lo dico ai dirigenti dell'Anpi".

Insomma alla vigilia la festa della Liberazione di Roma non si annuncia certamente come una giornata piena di serenità, nemmeno sotto la stella del settantesimo compleanno dell'approvazione definitiva della Costituzione. "La Brigata ebraica era inquadrata nell'esercito inglese". "Quest'anno- ha aggiunto- la manifestazione cade in un momento molto particolare della nostra storia".

Il Percorso della Memoria valorizzerà i cippi e le lapidi che ricordano i partigiani uccisi nei terribili mesi che ebbero inizio con l'autunno del 1944, denominato a ragione "Ottobre di Sangue Varesino", e si conclusero con la Liberazione, il 25 aprile del 1945. Con un comunicato l'Anpi, l'associazione dei partigiani italiani ha fatto sapere di non aver ricevuto alcuna risposta agli inviti fatti per onorare la celebrazione. Presentando il corteo del 25 aprile, il presidente dell'Anpi di Roma, Fabrizio De Sanctis ha affermato: "Siamo convinti che la loro partecipazione sarebbe rispettata da tutti, non accetteremmo aggressioni o insulti nei loro confronti". Nel 2017 l'Anpi - con il suo presidente provinciale Roberto Cenati - ha preso una durissima posizione contro chiunque abbia intenzione di contestare la Brigata durante il corteo. A Venezia la manifestazione si conclude in Ghetto, che vuole essere appunto il simbolo del superamento di quanto male sia stato fatto in precedenza. "Appelli e sigle come quella del Bds non hanno nulla a che fare con la ricorrenza della Liberazione e rischiano di creare pericolose tensioni che potrebbero turbare lo svolgimento della manifestazione nazionale che anche quest'anno sarà sicuramente partecipata, numerosa e pacifica".Nonostante l'adesione alla manifestazione dei movimenti Bds, la Brigata Ebraica alla fine sarà al corteo.


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