"È evidente che qualcosa non è andato a Napoli, tant'è che la procura di Roma indaga su fatti che si sono verificati lì". Legnini ha sottolineato che sarà compito dei procuratori generali di Roma e Napoli definire se è come abbia funzionato il coordinamento tra le due procure. E' quanto deciso dal Consiglio Superiore della Magistratura che ha depositato un'archiviazione motivata della richiesta di aprire un fascicolo sul presunto scontro tra le Procure in relazione alla gestione delle indagini messe in campo dal Noe.

"Il Csm ha fiducia nella magistratura inquirente" a cui chiede di "fare presto e bene - ha sottolineato-". E a chi gli chiedeva un giudizio in proposito, ha risposto spiegando che tocca ai Pg di Roma e Napoli, ed eventualmente al Pg della Cassazione, accertarlo.

Francamente riteniamo che un capitano dei carabinieri più volte encomiato, titolare di indagini delicatissime condotte con professionalità e costanza, uomo di fiducia dell'ex capitano "Ultimo" (attuale colonnello Sergio De Caprio famoso per aver catturato il numero uno della mafia Totò Riina) meriti ampiamente fiducia: non vogliamo essere di parte, ci mancherebbe, ma preferiamo attendere le decisioni dei giudici per parlare di eventuali responsabilità da parte della punta di diamante dei Noe (così Scafarto è stato definito dai vertici dell'Arma e dallo stesso colonello De Caprio). Per questo non intendiamo creare confusione: "vogliamo che i pm concludano il loro lavoro, e solo dopo, in presenza di elementi concreti, intervenire" ha spiegato, anche alla luce dell'esigenza di evitare "sovrapposizioni" con chi indaga.

Si tratta di una persona degnissima, per carità, ed anche esperta per la sua lunga professione di avvocato, che ha alternato con l'attività politica prima nella sua terra d'Abruzzo e poi a livello nazionale. "Reputo questi fatti molto gravi - ha aggiunto, parlando della "rivelazione del segreto di indagine" e della "presunta falsificazione" - che richiedono che l'attività di indagine vada fino in fondo".


COMMENTI