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Un paziente malato terminale, un ultimo sguardo e l'accusa di averlo tradito, quel momento cambia per sempre la vita di Patrizia Paterlini, che vola in Francia per studiare biologia molecolare.

Agenpress - Volete sapere se nel vostro sangue si stanno già sviluppando delle cellule cancerogene al momento innocue ma che prima o poi diventeranno una massa tumorale? Questo è il test messo a punto dall'oncologa Patrizia Paterlini-Brèchot che ha pubblicato il libro Uccidere il cancro e ha annunciato di voler fornire gratuitamente a tutti il suo strumento diagnostico. La missione dell'oncologa italiana ora è duplice: rendere il test ancora più efficace (è già stato usato anche a Nizza, con successo, nel rilevare il tumore allo stadio iniziale in cinque pazienti affetti da broncopatia) e metterlo a disposizione di tutti in modo gratuito. Si chiama ISET (Isolamento per dimensioni delle cellule tumorali) e consiste in un normale prelievo del sangue. Dando così la certezza matematica di intervenire in tempo per sconfiggere il tumore. Buone notizie sono arrivate la scorsa settimana da Padova, dove è stata sintetizzata una molecola che uccide solo le cellule malate, oggi vi parliamo del lavoro svolto da Patrizia-Paterlini-Bréchot. Nei casi di tumore al pancreas, alle ovaie, ai polmoni o al cervello questo lasso di tempo può davvero fare la differenza tra guarigione e morte. Sono minuscole e molto difficili da trovare, visto che se ne riscontrano circa una ogni millilitro di sangue e mischiate a 5 miliardi di globuli rossi e 10 milioni di globuli bianchi. Scorrono nelle vene finché non raggiungono i capillari di un altro organo, attecchiscono e crescono rapidamente fino a diventare massa tumorale. Il futuro della medicina invece sono cure personalizzate, oltre alle terapie uguali per tutti. In questo modo, i medici potrebbero tenere sotto controllo la cellula finché il tumore maligno non inizierà a rivelarsi, permettendo di estirparlo con una chirurgia poco invasiva.

Se nessuno (o quasi) ha mai sentito parlare del suddetto test e se la meravigliosa scoperta, realizzata grazie alle intuizioni di un collega, risulta ancora di fatto inaccessibile alla maggior parte dei pazienti, la ragione risiede nel fatto che l'esame diagnostico possiede un costo al pubblico quasi proibitivo (pari a 486 euro) e che non risulta rimborsabile mediante il consueto sistema dei ticket, nemmeno a fronte di esito tristemente positivo.


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