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A rappresentarlo nello studio di "A Sua Immagine" il fedele segretario, monsignor Georg Gaenswein, intervistato da Lorena Bianchetti.

Per Benedetto XVI si tratta dell'ultima grande dittatura, dopo la disfatta del nazismo e il crollo del comunismo.

Il giorno di Pasqua compirà 90 anni e in libreria arrivano decine di libri che lo celebrano: ma che cosa sappiamo di come vive oggi Joseph Ratzinger, che l'11 febbraio 2013 ha lasciato il pontificato aPapa Francesco? "Ma questo non significa abbandonare la Chiesa, anzi, se Dio mi chiede questo è proprio perché io possa continuare a servirla con la stessa dedizione e lo stesso amore con cui ho cercato di farlo fino ad ora, ma in modo più adatto alla mia età e alle mie forze".

L'attesa dunque della risurrezione del Signore e della salvezza dei suoi discepoli di tutti i tempi.

Con la rinuncia Benedetto XVI - teologo che già aveva dimostrato di saper essere un riformatore, nella lotta agli abusi del clero e nell'avvio del processo di trasparenza finanziaria della Santa Sede - si conferma riformatore, e inserisce nella prassi ecclesiale un istituto, quello delle "dimissioni", che rafforza le potenzialità che la Chiesa ha di riformarsi radicalmente con la palingenesi che si realizza a ogni cambio di pontificato. Un altro tema ha riguardato la democrazia: nel discorso al parlamento tedesco, durante il periodo dello scandalo della pedofilia, Ratzinger non ha assunto una posizione difensiva ma con un approccio dialogante ha presentato il suo pensiero senza svilirlo.

Con la consapevolezza di aver consegnato a Bergoglio una Chiesa da risanare. Con la scelta di vivere "nascosto al mondo", dopo la rinuncia al soglio di Pietro, Benedetto ha fatto della preghiera la cifra del suo attuale servizio nella Chiesa. Scriverà a Marcello Pera nel 2004: "c'è qui un odio di sé dell'occidente che è strano e che si può considerare solo come qualcosa di patologico; l'occidente tenta sì, in maniera lodevole, di aprirsi pieno di comprensione a valori esterni, ma non ama più se stesso; della sua storia vede oramai soltanto ciò che è deprecabile e distruttivo, mentre non è più in grado di percepire ciò che è grande e puro. Il sabato santo è vuoto, la pesante pietra del sepolcro nuovo copre il defunto, tutto è passato".

"La cifra di Ratzinger è stata quella di tornare all'essenziale della fede". E una fiducia reciproca che smentisce anche le fronde che li vorrebbero in contrapposizione. È stato presidente della commissione per la preparazione del Catechismo della Chiesa cattolica, vice decano e poi decano dei cardinali.

Lo ha riconosciuto, primo fra altri, proprio colui che, "venuto dalla fine del mondo", ha raccolto l'arduo testimone di papa Ratzinger, e che oggi in Vaticano si sente perfino confortato dalla sua presenza, considerandola come quella di un "nonno saggio", in famiglia, con la sua saggezza ed esperienza.


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