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Chi amministra un portale di qualsiasi genere su Internet è responsabile dei commenti lasciati dai lettori.

Secondo la Corte il gestore del sito è responsabile dei commenti dei lettori anche non anonimi: un orientamento che si discosta notevolmente da sentenze analoghe della Corte di giustizia europea e che potrebbe creare non pochi grattacapi a siti di recensioni di hotel e ristoranti in cui è molto complicato riuscire a controllare e a gestire la portata diffamatoria di un commento. In particolar modo alcuni commenti rivolti al Presidente della FIGC Carlo Tavecchio appellato come "emerito farabutto" e "pregiudicato doc" sul sito Agenziacalcio.it. Il sito è stato condannato a pagare una multa di 60.000€ per Concorso in Diffamazione.

Per l'inserimento di questo commento il portale era stato inizialmente oscurato ed era stato avviato un iter giudiziario che aveva portato ad una assoluzione in primo grado. Una scelta sostenuta dal fatto che secondo la Cassazione l'imputato sapeva dell'esistenza del commento - l'autore avrebbe inviato il certificato penale di Tavecchio per email -, elemento invece contestato dal gestore, che afferma di aver visto il commento solo quando la polizia ha sequestrato il suo sito.

La decisione della Corte sembrava però andare in contrasto con la direttiva 31/2000 sul commercio elettronico, attuata con decreto legislativo 70/2003, che non prevede l'obbligo di sorveglianza dei contenuti per chi effettua servizio di hosting, cioè mettere a disposizione degli utenti uno spazio online. Ora i gestori dei siti web si troveranno davanti a diverse scelte: rischiare una condanna, censurare i commenti a priori o eliminare la possibilità di inserirli da parte degli utenti.

La sentenza va in controtendenza con le linee guida della Unione Europea, che invece considerano la neutralità del gestore del sito, rispetto ai commenti. Di sicuro, però, tutti i gestori di siti web, amatoriali e non, dovranno stare sempre più attenti.


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