L'incertezza sull'accordo per la riduzione della produzione provoca un calo dei prezzi del petrolio. Il contratto sul Light Crude americano stamattina segna un timido rialzo dello 0,07% a 46,09 dollari al barile, mentre quello sul Brent a Londra guadagna lo 0,06% a 48,27 USD/B. A due giorni dal vertice di Vienna, all'interno del cartello sussistono tuttavia divergenze sui contributi dei singoli Paesi. Teheran intende riportare la sua produzione ai livelli pre-sanzioni prima di studiare eventuali tagli. "Se raggiungiamo un accordo, e su questo siamo ottimisti, riteniamo che i prezzi torneranno a crescere", ha detto Zanganeh.

Secondo indiscrezioni di stampa Boutarfa ed il suo collega venezuelano Eulogio Del Pino saranno oggi a Mosca per discutere con i rappresentanti del governo russo. Ma l'output rimane decisamente sotto gli 1,6 milioni di barili giornalieri che la Libia produceva prima delle rivolte del 2011.

Riad segnala di essere disposta anche a non tagliare la propria produzione, limitandosi a congelarla, quando è salita ai massimi di sempre, negli ultimi mesi, intorno ai 10,6 milioni di barili al giorno.


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