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Riciclaggio e camorra i reati imputati agli affiliati del clan Mallardo. Oltre ad Anna Aieta c'è Lucente Salvatore, il marito di una figlia di Ciccio Mallardo. Ai domiciliari finiscono gli imprenditori Ciro Nadi De Fortis e Gaetano Esposito. Non solo - secondo il Gip che ha emesso l'ordinanza - sarebbero stati i principali interlocutori ed esecutori delle disposizioni del capoclan, ma avrebbero avuto una propria autonomia in alcuni "settori di interesse del sodalizio". Probabilmente le forze dell'ordine già indagavano da tempo fino ad arrivare ad oggi con due arresti importanti.

Anna Aieta, moglie di Francesco Mallardo, il boss di Giugliano, una che "quando parla tutti ascoltano", come dicono molti pentiti eccellenti, aveva diversificato i suoi investimenti ed era riuscita a ottenere rendite mensili personali per quasi ventimila euro. Le indagini hanno permesso di documentare i "proficui rapporti" tra il clan Mallardo e altri clan operanti nella zona settentrionale di Napoli e nella stessa città di Napoli, confermando così "l'attuale operatività della storica Alleanza di Secondigliano, raccordo - spiegano i procuratori aggiunti Giuseppe Borrelli e Filippo Beatrice - che trova origine nei vincoli parentali stretti tra diverse famiglie camorristiche in quanto le tre sorelle Aieta hanno sposato rispettivamente Francesco Mallardo, capo del clan Mallardo, Eduardo Contini, capo del clan Contini, e Patrizio Bosti, capo del clan Bosti". Aieta Anna in quello dell'esercizio abusivo del credito e Lucente nel controllo delle distribuzione del pane, nella gestione di supermercati e di rivendite di fuochi pirotecnici e di caseifici.

Sigilli a ventidue unità immobiliari, due terreni, tre auto e due moto, una imbarcazione, 8 società e 74 conti correnti.


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