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E' questa la sentenza emessa dal gup del Tribunale di Arezzo, Anna Maria Loprete relativamente al dissesto della Banca. L'ex presidente Giuseppe Fornasari, l'ex direttore generale Luca Bronchi e il direttore centrale Canestri Davide Canesti erano accusati di ostacolo alla vigilanza per due episodi avvenuti nel 2011 e nel 2012. Per il capo di imputazione relativo ai presunti crediti deteriorati, invece, la formula utilizzata è "il fatto non costituisce reato".

L'accusa era sostenuta dal procuratore della repubblica di Arezzo Roberto Rossi e dal pm Julia Maggiore, che avevano chiesto due anni e 8 mesi per Fornasari e Bronchi e 2 anni per Canestri.

Alcuni dei vertici della Banca sono stati sanzionati per aver sponsorizzato la vendita, presso investitori retail, ovvero comuni, di prodotti che di solito si propongono a investitori più esperti, grandi investitori. "Quello di oggi è un colpo durissimo per i risparmiatori".

"Giudichiamo inammissibile e vergognosa l'assoluzione dall'accusa di ostacolo all'autorità di vigilanzaper l'ex presidente di Banca Etruria Giuseppe Fornasari, l'ex direttore generale Luca Bronchi e il dirigente David Canestri". E' il commento dell'Associazione Vittime del Salva-Banche, che riunisce gli ex azionisti ed ex obbligazionisti di Banca Etruria, alla sentenza del gup del Tribunale di Arezzo.

Soddisfatto anche Stefano Lalomia, uno dei difensori di Canestri, che dichiara: "Questa era la soluzione che ci aspettavamo perché anche nel corso delle udienze avevamo dimostrato la correttezza e il lavoro fatto per la banca dai nostri assistiti".

Secondo l'accusa, gli imputati avrebbero mascherato le reali condizioni economiche della banca fra il 2011 e il 2013, ostacolando così le attività di vigilanza di Consob e Banca D'Italia. "Attendiamo di leggere le motivazioni, subito dopo proporremo appello", ha commentato il procuratore capo Roberto Rossi non nascondendo "sorpresa" per la decisione del giudice.


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