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Facendo seguito agli incontri di luglio scaturiti dalla sigla dell'accordo per la riduzione dei comparti, nell'ambito delle consultazioni delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative dei lavoratori delle PP.AA., una delegazione della nostra organizzazione guidata dal segretario generale, Adamo Bonazzi, ha incontrato i rappresentanti del Governo per affrontare la questione del rinnovo dei contratti. Per di più sulla scia del premier si muovevano comprimari, cortigiani. Quasi che fino ad oggi non siano mai esistite leggi che puniscono i fannulloni quelli che non timbrano il cartellino, o falsificano la timbratura.

"E' il governo che deve dare delle risposte", ha detto invece il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso ricordando i nodi "sugli 85 euro e su come si intrecciano al bonus degli 80 euro".

Si configura uno scenario del tutto nuovo e complesso, dal momento che il governo dovrà ridefinire i contenuti della legge delega 124/2015 che prevede i 17 decreti attuativi.

"No. La sentenza dice che l'incostituzionalità si può sanare con l'intesa sui decreti". Dalla Madia ignoranza allo stato puro, arroganza e ricatto. La stessa Corte Costituzionale aveva dichiarato illegittimo il regime di sospensione della contrattazione collettiva attraverso la sentenza numero centosettantotto del giugno 2015. Non ha niente a che vedere con il rinnovo. Si tratta di argomenti che già compaiono nella prima bozza d'intesa: "il Governo si impegna a promuovere la graduale introduzione anche nel settore pubblico di forme di welfare integrativo, fiscalità di vantaggio del salario legato alla produttività e a sostenere l'adesione alla previdenza complementare". Ci deve risposte sulla questione della scuola. Infine - afferma Gentile - non regge il fatto che la ministra dovrebbe interpellare ogni singola Regione che dovrebbe esprimere 'intesa' al rinnovo del contratto. 76 Cost. Tali decreti, sottoposti a limiti temporali e qualitativi e condizionati a tutte le indicazioni contenute nella Costituzione e nella legge delega, non possono sottrarsi alla procedura concertativa, proprio per garantire il pieno rispetto del riparto costituzionale delle competenze. "Noi", aggiunge, "ce la stiamo mettendo tutta". "Abbiamo letto con attenzione la sentenza della Consulta: è scritto in modo esplicito che il riferimento ai decreti legislativi che disciplinano i rapporti di lavoro riguarda il reclutamento del personale ed i concorsi pubblici". E se dal 13 luglio di quest'anno, data di entrata in vigore della legge, era possibile sospendere automaticamente (senza stipendio, salvo l'assegno alimentare), senza l'audizione del dipendente, ora il lavoratore colto in flagranza potrà essere sospeso, ma solo dopo essere stato sentito.


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