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Un provvedimento che adesso farà giurisprudenza.

I giudici hanno ritenuto che la mamma non salvaguardasse la serenità e il diritto di bigenitorialità del proprio figlio. A definire così la questione è il tribunale civile di Roma, con la sentenza 18799/2016. È quanto stabilisce una sentenza della prima sezione del tribunale civile di Roma del 9 settembre scorso e depositata nei giorni scorsi che potrebbe porre dei precedenti importanti nelle sempre dolorose vicende legate alle separazioni e al conseguente rapporto tra ex genitori e figli.

Quindi, secondo il Tribunale, la condotta genitoriale che ostacola il buon funzionamento dell'affido condiviso con "degli atteggiamenti sminuenti e denigratori della figura paterna", deve essere sanzionata mediante il ricorso al disposto contenuto all'articolo 709-ter Cpc, ovvero ammonendo il genitore collocatario, nel caso specifico la madre e stabilendo a suo carico un risarcimento danni di 30.000,00 euro.

Il Tribunale, inoltre, ha avvisato la donna: se la denigrazione dovesse proseguire le "condizioni di affido potranno essere riconsiderate". E forse sarà questo, più che i soldi, a placare l'ira della mamma nei confronti dell'ex coniuge.


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