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Presentata dai Palestinesi insieme ad Egitto, Algeria, Marocco, Libano, Oman, Qatar e Sudan, la risoluzione venne già adottata la settimana scorsa in commissione suscitando la dura protesta di Israele e la sospensione delle relazioni con l'organismo Onu.

La controversa risoluzione dell'Unesco sulla città vecchia di Gerusalemme, che nei giorni scorsi aveva sollevato un polverone perché sminuisce il legame fra gli ebrei e il rettangolo sacro dove sorgono Moschea Al Aqsa, Muro del Pianto e Duomo della Roccia, è stata rinnegata da Messico e Brasile che inizialmente l'avevano votata.

La risposta di un portavoce palestinese: "Questa risoluzione è fatta per ricordare agli israeliani che occupano Gerusalemme est e per chiedere loro di fermare le loro violazioni". La risoluzione parla di "Palestina occupata" e critica la gestione israeliana dei luoghi santi. Il testo, sottoposto ai 58 Stati membri del consiglio esecutivo dell'organizzazione per la pace e la cultura dell'Onu, è stato approvato da 24 paesi e respinto da 6 tra cui Usa, Germania, Gran Bretagna, Lituania, Estonia, Olanda. Dire che "Israele non ha connessioni con il Monte del Tempio e il Muro del Pianto e' come dire che la Cina non ha legami con la Grande Muraglia o l'Egitto con le piramidi", aveva commentato Netanyahu giovedi' scorso. In 26 si sono astenuti (Italia compresa), mentre i rappresentanti di 2 nazioni non erano presenti al momento del voto. Il testo della risoluzione era stato duramente criticato dal premier israeliano, Benjamin Netanyahu e aveva portato all'interruzione della cooperazione dello Stato ebraico con l'agenzia culturale Onu. La zona, che riunisce anche il Muro del Pianto, parte del muro occidentale del Tempio ebraico distrutto dai romani, il luogo più sacro al mondo per gli ebrei, e la Spianata delle Moschee, il terzo luogo sacro musulmano, è da sempre fonte di grandissime tensioni.

A far infuriare gli israeliani è stato in particolare la decisione di usare esclusivamente il nome islamico per riferirsi al complesso della moschea di Al-Aqsa, ignorando il termine ebraico Monte del Tempio. Da parte sua, la leader dell'agenzia, Irina Bokova, ha preso le distanze dalla risoluzione, sottolineando che "nessun posto piu' di Gerusalemme e' spazio condiviso di patrimonio e tradizioni per ebrei, cristiani e musulmani".

Bokova, nei giorni scorsi, ha detto che il patrimonio di Gerusalemme "è indivisibile e ognuna delle sue comunità ha diritto all'esplicito riconoscimento della sua storia e del suo legame con la città". Secondo l'Unesco si pone fuori dalla realtà e procede nella direzione opposta rispetto a quelli che sono i suoi obiettivi e i suoi valori fondamentali.


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