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C'era chi effettuava i furti, chi forniva supporto logistico, chi aveva il ruolo di corriere e chi si occupava dello stoccaggio del bottino. I provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal Gip su richiesta della Dda di Bologna e sono stati eseguiti dai Carabinieri in diverse regioni italiane: Campania, Piemonte, Lombardia e Liguria. A capo dell'organizzazione c'era il farmacista di Cava de Tirreni, Eduardo Lambiase, già arrestato in altre due precedenti inchieste sempre sui farmaci rubati, e poi il più noto collega Settimio "Nino" Caprini, ingegnere esperto in informatica e titolare della farmacia che si trova accanto al santuario di Pompei e il figlio Antonio.

Complessivamente, sono stati recuperati e sequestrati medicinali rubati presso farmacie ospedaliere del centro\nord italia per un valore approssimativo di 2.700.000 euro. Il cavese Lambiase, dopo aver scelto la tipologia di farmaci da rubare e dopo aver creato società all'estero, curava i rapporti con i Caprini, che sulla carta acquistavano dalle società di Lambiase, in particolare dell'Europa dell'est, i medicinali, per poi materialmente inviarli ancora all'estero, in particolare nell'Europa del nord. Nel traffico di farmaci scoperto dai Carabinieri di Ferrara tutto poteva essere rubato, 'ripulito' e rimesso sul mercato. Cosa che non sarebbe avvenuta.

Contestato anche il reato di commercio di medicinali guasti, perché gli antitumorali non erano ben conservati.

Le indagini. Nell'arco di due giorni, il 4 e il 6 marzo 2014, furono colpite le farmacie degli ospedali di Cento e Lagosanto. L'organizzazione gestiva anche medicine di categoria A e C: una sorta di "broker" era in contatto con i ladri e con un informatore farmaceutico in pensione di Genova che acquistava la merce per poi ricettarla ad altri informatori. Il procuratore di Bologna Giuseppe Amato ha parlato di "fenomeno odioso": da un lato perché i farmaci in questione sono costosi e "ogni singolo furto ha provocato un danno alle casse pubbliche di centinaia di migliaia di euro".


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