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Molto bello il ruolo del padre interpretato da un intenso Viggo Mortensen. Il grande pubblico conosce l'attore statunitense soprattutto per un personaggio che sul grande schermo gli ha portato molta fortuna, cioè quello di Aragorn nella saga "Il Signore degli Anelli", ma non me per "A History of Violence" e "La promessa dell'assassino" di David Cronenberg. Ne è convinto l'anticonformista papà di 6 figli che ha la faccia di Viggo Mortensen in Captain Fantastic (di Matt Ross) presentato all'XI Festa del Cinema di Roma. "Per fare un film che fosse all'altezza della sceneggiatura la chiave era trovare questi ragazzi e per fortuna Ross li ha trovati".

La svolta del film avviene quando questa strana famiglia decide di recarsi al funerale della madre, ricoverata da mesi in un ospedale, mettendoli a contatto con una realtà imprevedibile e un nonno, interpretato da Frank Langella, che ha idee piuttosto diverse da quelle di Ben.

'E' stato uno dei più bei copioni che abbia mai letto, questo personaggio mi ha attirato per vari motivi. "Fa tutto ciò pagando un prezzo, ed è attorno a questo tema che ruota il film".

Perla della breve chiacchierata è lo specchio contraddittorio che emerge dai personaggi raccontati in Captain Fantastic: protagonisti spezzati a metà, le loro azioni si dividono tra bene e male in una continua lotta prettamente umana.

ROMA Vivono nella foresta ma con regole ferree, studiano fisica teorica e matematica, non sanno cosa è la Coca cola e, invece di festeggiare il Natale, festeggiano il Noam Chomsky Day perché "è meglio un uomo che tanto ha fatto per la conoscenza che un elfo magico". "Se sostieni che c'è un istinto per la libertà, che cambiare le cose è possibile, allora c'è una possibilità che tu possa contribuire a rendere il mondo un posto migliore". E' terribile - esordisce Mortensen - ritenendola eufemisticamente una scelta difficile e definendo quella attuale come la peggior versione di una campagna presidenziale che posso ricordare. "In medio stat virtus", direbbero gli antichi, ma forse non serve scomodare un luogo comune per rendersi conto che, talvolta, è semplicemente il buon senso a renderci persone migliori. "Captain Fantastic" racconta la storia di una famiglia molto particolare. E che meraviglia quando un film divide la critica, il pubblico, il cinema stesso, perché in grado di raccontare qualcosa, di farlo a modo proprio e fregandosene delle convenzioni. I ragazzi si dovranno scontrare con la vita di una società conformista e con una famiglia che li vuole allontanare dal padre eccentrico. "Penso che ci siano cacciatori di destra, spesso sono affiliati alla NRA, ma è per forza così".

Il 57enne attore americano ha poi elogiato Ross, regista alle prime armi ma non per questo impreparato.


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