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Sono 116 gli indagati nella maxinchiesta su Mafia Capitale per i quali la Procura di Roma ha chiesto al gip l'archiviazione. Esce il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti ed esce il presidente del consiglio regionale, Daniele Leodori.

L'elenco degli 'archiviandi' per l'associazione di stampo mafioso contempla anche i nominativi di Riccardo Mancini, ex ad di Ente Eur spa (che venne arrestato per Mafia Capitale, provvedimento restrittivo poi annullato dal tribunale del riesame), dell'ex sindaco Gianni Alemanno e del suo ex capo della segreteria personale Antonio Lucarelli. Eccola: questa è mafia capitale. Si tratta di politici, imprenditori e personaggi già noti alle cronache giudiziarie che erano finiti nell'indagine sul 'mondo di mezzo', spesso a seguito delle dichiarazioni di alcuni degli imputati. In particolare, l'episodio di turbativa d'asta riguarda la gara per servizio Cup della Regione Lazio. Buona parte dei 116 indagati, su cui pende la richiesta di archiviazione, e' stata tirata in ballo proprio da Buzzi nei numerosi interrogatori resi in carcere la scorsa estate. Alla luce delle parole di Buzzi gli inquirenti hanno allora effettuato verifiche che hanno evidenziato la "natura 'de relatò di parte delle dichiarazioni, l'assenza di riscontri - è detto nella richiesta di archiviazione - la genericità di altra parte delle sue affermazioni che non possono configurare ipotesi di reato". E Zingaretti aggiunge: "Ora, dopo le doverose indagini compiute, la procura ha chiesto l'archiviazione in attesa del pronunciamento del gip".

Due le ipotesi di corruzione, rivelatesi alla fine infondate, su cui hanno dovuto lavorare i magistrati della Procura di Roma: una che faceva riferimento a presunte dazioni di denaro, destinate a uno stretto collaboratore di Zingaretti e finalizzate a sostenere le spese della sua campagna elettorale; l'altra a soldi che sarebbero stati versati per l'operazione connessa all'acquisto della sede della provincia oggetto di una procedura di gara.


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