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"Finora, infatti, le indagini degli scienziati si erano concentrate sull'impatto che l" aria avvelenata' puo' avere sui polmoni e sul cuore. "Queste sostanze sono un pericolo per la salute per patologie come l'Alzheimer". Lo ha dimostrato un team di ricercatori della Lancaster University (Regno Unito) che ha pubblicato il proprio studio sulla rivista Proceedings of the national academy of sciences (Pnas). Le analisi dei ricercatori hanno riguardato i campioni di tessuto cerebrale di 37 persone. "È scioccante", ha detto la prof.ssa Barbara Maher, co-direttrice del Centro di magnetismo ambientale e paleomagnetismo dell'università e scienziato principale dello studio. E il sospetto è stato confermato: i campioni esaminati dal team contenevano tutti milioni di particelle di magnetite per grammo di tessuto cerebrale. Quando si studia il tessuto si vedono le particelle distribuite fra le cellule, e quando si fa l'estrazione ci sono milioni di particelle in un singolo grammo di tessuto.

Minuscole particelle inquinanti possono raggiungere il cervello. Le piu' numerose non erano in cristalli (forma che caratterizza le particelle originate da fonti naturali) ma rotonde, come quelle che normalmente provengono dalla fusione del ferro ad alta temperatura, cosa che avviene quando il carburante viene bruciato. Il rapporto fra la prima e quest'ultima conformazione è di 1 a 100.

Ma per queste particelle la questione sembra un po' diversa.

Secondo la prof.ssa Maher, queste particelle sono "notevolmente simili alle nanosfere di magnetite che si trovano abbondanti nell'inquinamento dell'aria degli ambienti urbani, specialmente vicino a strade trafficate, e che si formano mediante la combustione o il riscaldamento da attrito dei motori o dei freni dei veicoli". E dunque lo si puo' respirare camminando per strada. Il problema adesso, però, è capire quali sono le conseguenze.

Smog entra nel cervello: milioni di microparticelle nei tessuti. Lavori precedenti condotti su cellule cresciute in laboratorio hanno suggerito che l'ossido di ferro è presente nelle placche proteiche, che si ritiene giochino un ruolo nel morbo di Alzheimer, oltre a generare radicali liberi in grado di uccidere le cellule nervose. Il coautore dello studio David Allsop, esperto di morbo di Alzheimer e altre malattie neurodegenerative, spiega che le particelle di inquinamento "potrebbero essere un fattore di rischio", ma "non c'e' alcun legame provato al momento, solo un sacco di osservazioni suggestive". Altri esperti fanno notare che le cause della demenza sono complesse e che non ci sono abbastanza dati per affermare che il rischio sale per chi vive in aree inquinate.


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