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Il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi risponde a Massimo D'Alema che si schiera con il NO: sono pronta a fargli cambiare idea, dice e poi annuncia: Il referendum costituzionale potrebbe svolgersi tra la fine di novembre e i primi di dicembre. La procura, poi, dice che l'assessora, però, lo sa benissimo, perché lei stessa ha chiesto di saperlo a luglio, dal 18. D'Alema ha anche chiamato la minoranza Dem a decidere da che parte stare, assicurando di non voler "dividere il Pd" e di voler restare nel partito, ma mostrando anche di guardare a un progetto che vada oltre la battaglia referendaria. Il ministro Boschi ha chiarito dal palco della festa dell'Unità di Torino come il Governo abbia tempo fino al 13 settembre per stabilire la data del voto che sì svolgerà in una data compresa tra 50 e 70 giorni.

Al Cinema Farnese, teatro di storiche battaglie politiche, i comitati unitari di centrosinistra per il No iniziano ad organizzarsi, certi che il Pd "grazie al carattere liberale dello suo statuto" non ostacolerà i parlamentari democratici che non la vedono come Renzi. "Sono cittadini che ci chiedono di dare voce alle ragioni del No. Ragioni che hanno radici nella storia e nella cultura della sinistra". "Trovo sgradevole che il governo non definisca la data del referendum, da' la sensazione di una furbizia.".

Il premier entra anche nei dettagli delle possibili modifiche, aprendo alle richieste della sinistra interna ed esterna: "Io sono affezionato alle preferenze, ma va bene pure il collegio uninominale". In un post a firma di Piero Ricca, si legge: "Il consiglio dei ministri si è riunito più volte da quando, l'otto agosto scorso, la corte di cassazione ha dato il formale via libera al referendum, ma non è riuscito a trovare cinque minuti per approvare la data".

Si compirebbe un errore, però, se il "pronunciamento" del "Líder Massimo" per il "No" venisse interpretato solo come un fatto personale.

La Boschi ammette che "il Senato resta, indubbiamente".

Il presidente del Consiglio conferma quindi che si dimetterà nel caso in cui vinca il No. Lo dice esplicitamente: "Non ci ho ripensato". Apriti cielo: da luglio - vuol dire - Muraro e Raggi sanno dell'inchiesta, mentre pubblicamente dicono di non saperne niente. Si sono anticipate dimissioni e parlato di elezioni anticipate, poi visti i sondaggi si è detto: no, resto.

L'ex leader dei Ds ha spiegato alla platea che "la maggioranza che ha cambiato la Costituzione non aveva il mandato per farlo". Al referendum non si voterà sulla legge elettorale.

"Sono un estimatore di Matteo Renzi perché riesce a sostenere tutto: la legge elettorale ora torna tema da Parlamento dopo che lui sull'Italicum mise la fiducia".

"Intendiamo a partire da questa assemblea costituire una rete organizzata. Il governo andrà avanti o ce ne sarà un altro, non dipende da noi e non è il nostro obiettivo".


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