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Viola - si legge in una nota dell'istituto - ha dato "la propria disponibilita' a definire, insieme al presidente, un'ipotesi di accordo per la risoluzione del rapporto, subordinata all'approvazione degli organi competenti, nel pieno rispetto delle previsioni contrattuali e della normativa vigente, mantenendo le proprie funzioni fino alla nomina del suo successore e assicurando il proprio supporto per il tempo necessario".

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L'amministratore delegato di Mps, Fabrizio Viola, ha raggiunto un accordo per lasciare la guida della banca. L'addio dell'amministratore delegato dell'istituto, in carica dal 3 maggio del 2012, è stato definito nelle sue linee generali nella seduta di oggi del Consiglio d'amministrazione. I consiglieri, unanimi, hanno ringraziato Viola "per l'alta qualità del lavoro svolto nell'interesse di Banca Monte dei Paschi di Siena, esprimendo un forte apprezzamento per la grande competenza, la totale dedizione e trasparenza con cui ha guidato efficientemente la Banca per più di quattro anni". Sulla scelta del successore è al lavoro il presidente di Mps, Massimo Tononi.

Tre novità di spicco per le banche italiane in un sol giorno. Il Tesoro è azionista della banca con circa il 4%. Inoltre Viola era fermamente convinto dell'opportunità di lanciare l'aumento di capitale prima del referendum costituzionale, mentre gli advisor preferiscono attendere l'esito del voto per paura di un'eccessiva incertezza sui mercati (proprio mercoledì scorso Goldman Sachs ha legato il buon esito dell'operazione Mps a quello della consultazione).


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