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Fatto sta che hanno fatto un volo di 500 metri.

Secondo la ricostruzione dei soccorritori, i due erano legati e probabilmente sono caduti durante la fase di discesa dalla cima del Gran Zebrù, a quota 3.857 metri. Uno dei due deve avere messo un piede in fallo, o deve avere perso un appiglio, precipitando per 500 metri e trascinando con sé il compagno. E lì sono rimasti privi di vita fino a ieri pomeriggio quando le salme sono state recuperate. Gli elicotteri del Soccorso alpino stanno recuperando i corpi, che verranno trasferiti nella cappella mortuaria di Silandro. I due ragazzi erano esperti alpinisti, fin da ragazzini praticavano l'escursionismo d'alta quota, a tal punto che Debora voleva diventare istruttrice di arrampicate. I cellulari dei due giovani hanno squillato per due giorni senza che vi fosse risposta. E' stata fatta così una triangolazione delle celle telefoniche per circoscrivere l'area della ricerca, che è però molto vasta. Le ricerche sono iniziate subito la sera della scomparsa ed erano continuate lunedì, poi sono state sospese a causa della nebbia. Immediatamente erano scattate le ricerche, sospese nella notte e riprese, come detto, stamani. Quella che doveva essere una facile escursione si è trasformata in tragedia lasciando nello sgomento, oltre che la famiglia, le comunità dei due giovani fidanzatini dove erano molto conosciuti.

A coordinare i soccorritori Olaf Reinstadler, il capo delle guide alpine di Solda. Mi ricordo che all'inizio sapeva solo arrampicare, ma poi aveva seguito anche i corsi di scialpinismo.

I corpi di Debora Meneghini e di Davide Zanon sono stati recuperati, portati a valle con un elicottero.


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