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(Teleborsa) Sconvolgente il risultato del referendum sulla Brexit, che ha visto vincere il fronte del Leave spiazzando tutti, compreso Nigel Farage.

Tornando in Gran Bretagna, cosa cambierà?

Il primo ministro inglese David Cameron che ha sempre fatto una strenua campagna elettorale per il Remain, ha preso la parola poche ore dopo la pubblicazione dei risultati definitivi, e dichiarato in una conferenza stampa di appena 3 minuti le sue dimissioni: "Ci sarà un nuovo primo ministro eletto a ottobre".

Il Regno Unito è fuori dall'Unione Europea. E a chi gli chiede se il premier David Cameron deve dimettersi, risponde: "Immediatamente".

E la scissione dall'Ue potrebbe alimentare il desiderio di divisione all'interno della stessa Gran Bretagna, a partire dalla Scozia, la nazione che, in controtendenza, ha votato a grande maggioranza per restare in Europa, con il 62% a favore del Remain e il 38 per il Leave. La sterlina è crollata ai minimi da 35 anni.

L'effetto più immediato e percepibile della Brexit potrebbe riguardare la libertà di spostamento dei cittadini britannici in seno agli altri Paesi dell'Unione Europea.

L'ex leader laburista Miliband avverte che "uscire è un disastro, ma che comunque l'Ue rischia l'implosione", mentre dall'Olanda il ministro degli Esteri è convinto che comunque vada "non sarà la fine dell'Europa". Il nuovo premier, ha detto Cameron, "dovrà guidare i negoziati con l'Ue". "La decisione del popolo va rispettata", ha aggiunto il capo dell'opposizione britannica, "e l'articolo 50 va invocato subito". E intanto in casa "Europa" si pensa ora a quello che faranno gli altri paesi: pronti a sperimentare la via dell'arrivederci come ha scelto di fare la Gran Bretagna? Nelle ultime cinque sedute la Borsa di Milano ha guadagnato quasi il 10%, ma ora e' un bagno di sangue senza precedenti: Mediolanum, Bper, Mps, Bpm e Banco popolare - congelate in asta di volatilità - segnano perdite teoriche superiori al 20%, con Intesa che agli scambi normali cede il 19% a 1,8 euro. Ma non potranno più ottenere il prestito che al momento è esteso a tutti gli europei, da restituire solo dopo la laurea, a rate e soltanto se si ha un lavoro.


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