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E conquistata la libertà nel maggio 2011 si era subito "messo a lavoro" per riorganizzare il clan: Gianluca Pellegrino, appartenente al gruppo Emmanuello di Cosa nostra a Gela, dopo aver lasciato le sbarre aveva ripreso con la sua attività criminale.

La droga circolava negli ambienti della movida gelese, soprattutto nelle ore notturne: a controllare che le fasi dello spaccio procedessero nel migliore dei modi ci pensavano Pellegrino e i suoi sodali più stretti che come "guardie" presidiavano le piazze frequentate dai giovani. Decine le misure cautelari eseguite nei confronti dei vertici dell'organizzazione dedita alle estorsioni, al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti.

Tale associazioneera finalizzata al traffico di stupefacenti e alle estorsioni ai danni di imprenditori gelesi con condotte risalenti già al 2003. Si tratta di Gianluca Pellegrino, accusato di associazione mafiosa.

Il blitz è stato condotto dalla Squadra Mobile di Caltanissetta, con la collaborazione delle Squadre Mobili di Catania, Palermo, Parma, Torino e delle pattuglie del Reparto Prevenzione Crimine di Palermo. Arresti domiciliari per Alessandro Emanuele Pellegrino, 26 anni; Giovambattista Campo, inteso "Giovanni" 50 anni; Pietro Caruso, inteso "Nele" 32 anni; Emanuele Faraci, inteso "Nele", 37 anni; Orazio Tosto, 23 anni; Angelo Famao, 28 anni, nato a Vittoria; Jonny Cavallo, 24 anni e Guido Legname, 21 anni. Era uno degli inetrlocutori privilegiati di Alessandro Barberi rappresentante provinciale di Cosa nostra. Le ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state emesse dal Gip presso il tribunale di Caltanissetta Alessandra Bonaventura su richiesta della Dda nissena presso la procura della Repubblica.


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